Con la sentenza di Cassazione civile, sezione III, ordinanza 31 gennaio 2018, n. 2366 (link al testo integrale della sentenza) la Regione Campania viene condannata al risarcimento della famiglia di un lavoratore addetto al funzionamento ed alla manutenzione della fotocopiatrice defunto per cause correlate ai rischi lavoratori.

Riportando tale sentenza, si intende rimarcare il concetto che la sicurezza del lavoro è un obbligo tout court per ogni tipologia di azienda e non un appannaggio di quelle realtà a maggiore rischio o delle aziende più grandi e con un maggiore numero di dipendenti.

I rischi di contrarre malattie professionali o di subire infortuni infatti sono sempre presenti e meritano la dovuta approfondita attenzione, anche laddove possono apparire, ad un occhio non esperto, rischi “minori” e trascurabili. È fondamentale disporre di un atteggiamento attento nei confronti dell’applicazione delle giuste pratiche della sicurezza e della salute sul lavoro, sia a fini preventivi che protettivi.

Solo in tal modo il datore di lavoro, portando ad esaustivo compimento le corrette pratiche e gli adempimenti previsti dalla normativa vigente in tema di salute e sicurezza sul lavoro, è tutelato di fronte alla legge, di fronte ai suoi dipendenti e di fronte alle responsabilità che derivano dalla sua posizione.

Affidarsi a consulenti seri e scrupolosi è l’unico mezzo che ha un datore di lavoro per tutelare i propri lavoratori in primis, e se stesso da conseguenza civili e penali assolutamente di rilievo.

Pur essendo, spesso, tali rischi non evidenti e in un certo modo impliciti e nascosti, resta compito e responsabilità del datore di lavoro estrapolarli, analizzarli e valutare le conseguenti misure di prevenzione e protezione, fornendo ai propri lavoratori la migliore tutela durante lo svolgimento della mansione assegnatagli.

Il caso in questione si riferisce ad un’ordinanza di Cassazione che chiude la vertenza di risarcimento promossa dai familiari di un dipendente che svolgeva mansioni di addetto alle fotocopie, nei confronti dell’amministrazione pubblica in cui lavorava condannando la Pubblica Amministrazione al risarcimento della famiglia del lavoratore per il decesso avvenuto.

Purtroppo, a causa di una errata valutazione dei rischi, si esponeva per anni un lavoratore a sostanze chimiche (toner da fotocopiatrice) portatrici, secondo inconfutabili accertamenti scientifici, della patologia di leucemia mieloide cronica che ha portato il lavoratore al decesso.

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